Geografia, territorio e cenni storici del Comune di Camerota

Cilento - dov'è in Italia.

L'abitato di Camerota si trova nel Cilento meridionale. Il Cilento, ossia Lucania occidentale, è una subregione montuosa della Campania in provincia di Salerno che si protende come una penisola tra i golfi di Salerno e di Policastro, nella zona meridionale della regione, dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità.

Fino alla creazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano il territorio cilentano era individuato tra i paesi ai piedi del Monte della Stella (1.131 m) e altri delimitati a est dal Fiume Alento. Per ragioni oggettive si è voluto estendere il Cilento a buona parte della provincia costiera e interna meridionale di Salerno. Anticamente il Cilento era parte della Lucania (insieme con il Vallo di Diano e il golfo di Policastro). Ne è rimasto segno nel dialetto, nelle tradizioni gastronomiche e nella toponomastica (Vallo della Lucania, Atena Lucana).

Il Comune di Camerota si compone di: Camerota (Capoluogo) e delle relative frazioni di Lentiscosa, Licusati e Marina di Camerota.

JavaScript deve essere attivo per utilizzare Google Maps.
Sembra infatti che JavaScript sia disabilitato o non supportato dal tuo browser.
Per visualizzare le Google Maps, attiva JavaScript modificando le opzioni del tuo browser e poi riprova.

Della necessità di tutelare il Cilento dalle speculazioni edilizie e da un distruttivo turismo di massa si parlava già dal 1973 (convegno internazionale sui parchi costieri mediterranei, Castellabate). Un primo risultato si ebbe con l'istituzione da parte del Ministero dell'Ambiente di due riserve naturali, rispettivamente sul monte Cervati e sul fiume Calore[5], per un totale di 36.000 ettari.

Fauna

Il vasto territorio del parco offre alle specie animali una grande pluralità di ambienti. Non deve dunque stupire la ricchezza e varietà degli esemplari presenti: le sole indagini sulle specie di interesse comunitario ne hanno individuate 63. Alcune di queste sono considerate di interesse prioritario: sono Osmoderma eremita e Rosalia alpina, invertebrati, e, tra i Vertebrati,il Lupo. Più in generale, si hanno al 2003 circa 600 segnalazioni di specie.

Fauna del Cilento - La lontraTra i Mammiferi le più interessanti sono il Molosso di Cestoni, il lupo e la Lontra, poi la Lepre appenninica, il Savi, un piccolo roditore preda della Volpe e della Martora come l'Arvicola rossastra, o il Topo selvatico e il Topo dal collo giallo, o ancora come il Topo quercino. Queste sono anche le prede del Gatto selvatico, la cui presenza rappresenta un'altra emergenza naturalistica di grande interesse. Non raro è il Ghiro. Numerosissimi i cinghiali, presenti anche i cervi.

Flora

Flora del Cilento - La primula palinuriLa Primula di Palinuro, raro endemismo costiero, eletto simbolo del parco. Nel parco sono state censite circa 1.800 specie vegetali, di cui una di interesse comunitario, la Primula palinuri, e 25 habitat. Essendo al centro del Mediterraneo, tra areali diversi per climi e temeperature, anche la presenza di certe specie altrove comuni è in questo caso degna di menzione. Nel Parco convivono infatti: Betulle, Abete bianco e Bosso.

Di particolare interesse è la vegetazione delle rupi costiere. Essa comprende tra l'altro il raro Giglio marino; a diretto contatto col mare vive l'endemica Statice salernitana, mentre sulle rupi vivono la Primula di Palinuro, il Garofano delle rupi, la Centaurea, l'Iberide florida, la Campanula napoletana. Nel 2011 è stata anche scoperta la presenza lungo le scogliere di Palinuro di esemplari Bassia saxicola, una pianta cespugliosa estremamente rara e di cui si era precedentemente riscontrata la presenza solo in enclavi sulle isole di Ischia e Stromboli.

Geografia

Territorio del Cilento - Particolare delle grotte calcaree presso Marina di CamerotaLa geologia del parco è marcata dalla compresenza di due tipi di roccia predominanti: il "Flysch del Cilento", ricco di colori e stratificazioni, che si ritrova in corrispondenza del bacino idrogeografico dell'Alento e sulla costa nord, e il calcare, ricco di cavità carsiche, proprio dei complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e della parte meridionale del territorio interessato dal Parco.

Il profilo orografico è ovunque marcato, spesso aspro. Poche e povere in estensione sono le zone pianeggianti, per lo più in corrispondenza dei fiumi principali, l'Alento sulla costa e il Tanagro nel Vallo di Diano. Altri fiumi del Parco hanno carattere torrentizio e corso nervoso, come il Mingardo, il Bussento e lo stesso Calore, affluente nel Sele a Nord del Parco, che ne ospita solo il tormentato corso superiore (Gole del Calore). Le cime più importanti sono: Cervati (1898 m), Alburni (1742 m), Gelbison, detto Sacro Monte (1705 m), Motola (1700 m), Monte Centaurino (1433 m), Cocuzzo (1411 m), Bulgheria (1224 m). La costa è bassa dal Sele ad Agropoli, e poi sul litorale tra Casal Velino ed Ascea; altrove, è alta, spesso crivellata di grotte e insenature.

Cenni preistorici e storia antica

La grotta sepolcrale del poggio a Marina di Camerota

Tracce della presenza umana sono evidenti dal Paleolitico medio al Neolitico, fino alle età dei metalli. I primi uomini vissero nelle grotte costiere del Cilento a Camerota, dove si sono scoperti i resti dell'omo camaerotensis. A Palinuro, dove si sono rinvenuti materiali dell'industria della pietra. L'origine del nome Camerota deriva dal greco antico Kamarotòn, che significa "volta", "fatto a volta" e si potrebbe riferire sia alle camere a volta delle abitazioni della cittadella, sia alle grotte naturali esistenti nella zona. Busto di Parmenide

L'origine greca del nome fa presumere che Camerota sia stata fondata dai Greci quando colonizzarono il meridione d'Italia, cioè tra l'VIII e il VII secolo a.C.. La cittadella poi si sviluppò intorno ad un castello fortificato negli anni 535-553, quando imperversava la guerra gotico-bizantina che produsse l'afflusso in zona di numerosi profughi. Vi si accedeva attraverso tre porte: porta di Suso (unica attualmente ancora visibile), porta di S. Maria e porta di S. Nicola, che venivano aperte ad orari stabiliti con tre chiavi d'argento. Il paese venne occupato dai Saraceni dall'868 al 915. Il castello di Camerota era nel 909 la seconda roccaforte del Cilento, assieme ad Agropoli. Il castello marchesale fu uno dei 150 Munita Oppida. Con la dominazione angioina, dal 1266 al 1442, gli antichi signori dei feudi locali vennero sostituiti possesso dei feudi con cavalieri francesi. Nel luglio 1552 una potente armata turca, comandata dal generale Rais Dragut, assalì il castello danneggiandolo gravemente. Torre Saracena a Marina di CamerotaNello stesso anno, però, il marchese Don Placido de Sangro fece ricostruire il castello e la torre "Laiella": le incursioni marittime erano frequenti nella costa tirrenica, così la Regia Corte decise di fortificare tutte le coste del Regno con torri ben visibili l'una dall'altra. Le costruzioni iniziarono nel 1563 e vennero completate nel 1601. Quasi contemporaneamente alla costruzione delle torri venne fondato a Camerota il Convento dei Cappuccini. Durante le guerre mondiali Camerota offrì un considerevole contributo di sangue per la Nazione. Prima, durante e dopo le due tragiche guerre mondiali a Camerota si sviluppò un forte movimento migratorio verso i paesi dell’America Latina.

 

 

fonte: Wikipedia